[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

elezioni? PER UNA NON-COLLABORAZIONE ATTIVA



Dopo aver letto l'editoriale su Liberazione di Dal Lago, che incollo sotto per quanti non lo avessero già letto e di cui condivido ampiamente l'analisi , vorrei dare un contributo personale che si distingue nell'esito pratico da quanto scritto nell'articolo .

Sinistra,sono deluso ma ti voto
25/03/2008
Alessandro Dal Lago

Mi hanno chiesto di sottoscrivere un appello per la Sinistra arcobaleno. Sono un po' in imbarazzo perché sta per uscire un mio breve pezzo su "Micromega" in cui, tra il serio e il faceto, ma con amarezza, dico che oggi, a un meno di un mese dalle elezioni, non voterò il Pd, in quanto partito centrista di cui non condivido praticamente nulla, ma non voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di Rifondazione) profondamente deluso. A rischio di sembrare tentennante o pentito, accolgo l'appello, ma resto profondamente deluso. Andrò a votare la Sinistra arcobaleno solo perché una voce di sinistra sopravviva nel nostro desolante panorama politico, non perché condivida gran parte di ciò che ha fatto negli ultimi due anni. Non sono iscritto a un partito (non lo sono mai stato) e ho rapporti del tutto labili con la società politica: qualche dibattito, appelli. Ho collaborato con realtà della sinistra radicale in materia di diritti umani e sociali. Scrivo sul Manifesto e qualche volta su Liberazione . Sono un po' disimpegnato, forse. Ma dal mio punto di vista di cittadino qualunque, i due anni trascorsi sono stati peggio che depressivi. Non una delle ragioni per cui avevo votato nel 2006 ha trovato soddisfazione pratica nell'azione della sinistra radicale al governo. L'abolizione dei Cpt. Interventi reali contro il precariato. Il ritiro dall'Afghanistan. Pacs e Dico. La commissione di inchiesta su Genova. La laicità dello stato, e così via. So bene che i tre partiti della sinistra allora al governo ci hanno anche provato, ma non ci sono riusciti, per i motivi che sappiamo. Aggiungo che l'immissione dell'ex-sinistra Ds nell'arcobaleno non mi riempie di gioia. Scusate la franchezza, ma se Mussi si fosse occupato un po' di più, e con idee più chiare, del suo ministero, l'università, l'istituzione in cui opero, non sarebbe al collasso (perché di questo si tratta). Dubito fortemente che i docenti universitari di sinistra lo voteranno. Ma quello che ritengo veramente indigesto è il contrasto tra la realtà e la retorica. Il modo verticistico con cui le quattro formazioni si sono aggregate. Una composizione delle liste, che non rispecchia la società italiana, ma il modo in cui il ceto politico vede la società italiana. L'usura di leader che hanno frequentato troppo Porta a porta e Ballarò . L'ammiccamento spesso strumentale alle realtà di base o antagoniste. E smetto qui, anche se la mia lista è molto più lunga. Sì, se a rappresentare in parlamento un minimo di decenza resterà solo, per dire, una Bindi, sarebbe una tragedia storica. E per quello confermo che andrò a votare. E quindi sottoscrivo l'appello. Ma credo che in questo paese una sinistra debba ricominciare in luoghi ben diversi dal parlamento e dal governo.


PER UNA NON-COLLABORAZIONE ATTIVA*

Impalato e impotente di fronte all'ennesimo rito elettorale, un gioco sempre più truccato ed insensato a cui molti continuano ad aderire per motivi che comprendo ma non condivido, cerco di entrare in contatto con le emozioni, con quelle che per economia definisco 'mie', e con quelle degli altri che incontro... E sento, girando per l'Italia, che -per la prima volta- lo scontento e l'inquietudine sono tali che non basta più il richiamo alla paura di un ritorno del 'mostro' (o più semplicemente del 'nostro') a motivare le persone al voto. L'esperimento di Prodi l'hanno già fatto ed è colato a picco, già molto prima e al di là della sua caduta. Quindi non mi sento meno solo nell'invito ad astenersi e a farlo attivamente.
Un atto di non collaborazione attiva, pubblico, politico, nonviolento.

Un' ottima alternativa all'andare o non andare a votare, può essere quella di andare al seggio e rifiutare la scheda. Se votiamo scheda bianca o nulla favoriremo il partito con più voti: infatti anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza.

Se vogliamo rendere veramente nullo il vostro voto e compiere un azione diretta nonviolenta:
1) ANDIAMO A VOTARE E FACCIAMOCI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITIAMO POI IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA dichiarando, ad esempio: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che ciò sia verbalizzato"
3) PRETENDIAMO CHE SIA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA.
IL Testo Unico delle Legga Elettorale D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5 recita: “Il segretario dell' Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000”
4) ESERCITIAMO INFINE IL NOSTRO DIRITTO A METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio "Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi
rappresenta").

Firenze, 26 Marzo Marco Sodi
*Il testo cita parti intere della Lettera scritta da Euli, già inoltrata a Carta l'11 Marzo e finora non pubblicata.