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Re: [pace] elezioni? PER UNA NON-COLLABORAZIONE ATTIVA



Sono tutte buone e vere ragioni, quelle di Dal lago. Ma ce n'è una
maledettamente più vera: se vince il Peggiore, e quanto vince, è il peggio
di tutti i peggi. Perciò non votare è sbagliato, del tutto sbagliato,
chiunque lo suggerisca.

E' sempre sbagliatissimo. Non votare è una fesseria. Si vuole un'astensione
attiva, contro il sistema balordo. Ma non peserà nulla e confermerà il
sistema.

Chi non vota, vota sempre per chi vince, che può essere il cav. Peggiore!
Ogni voto mancante da una parte è un voto in più dall'altra,
automaticamente.

Io sono molto idealista, ma so che il voto non è direttamente un giudizio
sulla verità e la giustizia.

Il voto non è la firma sotto l'ideale, ma il calcolo prudente nel campo del
possibile e del meno peggio.

Persino in un ballottaggio tra Hitler e Mussolini, senza alternative,
bisogna votare per Mussolini, che è un criminale, ma un po' meno criminale
di Hitler, un po' più resistibile, e così si riduce il danno. Oppure
preferisci il maggior danno? Per non votare un criminale preferisci favorire
con l'astensione un doppio criminale? Votare non è lodare, non è approvare.

La politica è una piccola piccola cosa. Ciò che conta è l'ethos e l'animo
della società. Costringere i partiti a seguire la società matura e migliore,
pacifica, nonviolenta, giusta.

I partiti sono fatti per fare compromessi. I movimenti muovono la società
verso i valori umani.

Chi oggi non vota, vota per un brutto sistema se va bene, vota per il cav.
Pessimo se va male.

Non votare è sempre una fesseria, anche se si fa per l'ideale, perché va
proprio contro l'ideale.

Solo se sei fascista, è bene che tu non voti, almeno è un voto fascista in
meno.

Ditelo in giro.

Dispiace anche a me, ma è così.

Enrico Peyretti
Mir-Mn Torino



----- Original Message ----- 
From: "Marco Sodi" <anatole2003 at libero.it>
To: "semprecontrolaguerra" <semprecontrolaguerra at googlegroups.com>;
"fucina-per-la-nonviolenza" <fucina-per-la-nonviolenza at googlegroups.com>;
<operatoriperlapace at yahoogroups.com>; "Lista di discussione per una sinistra
unita e plurale" <discussioni at xsinistraunitaeplurale.net>;
<pace at peacelink.it>; "fori-sociali" <fori-sociali at yahoogroups.com>;
<nbawac at tin.it>
Sent: Thursday, March 27, 2008 12:21 AM
Subject: [pace] elezioni? PER UNA NON-COLLABORAZIONE ATTIVA


> Dopo aver letto l'editoriale su Liberazione di Dal Lago, che incollo
> sotto per quanti non lo avessero già letto e di cui condivido ampiamente
> l'analisi , vorrei dare un contributo personale che si distingue
> nell'esito pratico da quanto scritto nell'articolo .
>
> Sinistra,sono deluso ma ti voto
> 25/03/2008
> Alessandro Dal Lago
>
> Mi hanno chiesto di sottoscrivere un appello per la Sinistra arcobaleno.
> Sono un po' in imbarazzo perché sta per uscire un mio breve pezzo su
> "Micromega" in cui, tra il serio e il faceto, ma con amarezza, dico che
> oggi, a un meno di un mese dalle elezioni, non voterò il Pd, in quanto
> partito centrista di cui non condivido praticamente nulla, ma non
> voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di
> Rifondazione) profondamente deluso.
> A rischio di sembrare tentennante o pentito, accolgo l'appello, ma resto
> profondamente deluso. Andrò a votare la Sinistra arcobaleno solo perché
> una voce di sinistra sopravviva nel nostro desolante panorama politico,
> non perché condivida gran parte di ciò che ha fatto negli ultimi due
> anni. Non sono iscritto a un partito (non lo sono mai stato) e ho
> rapporti del tutto labili con la società politica: qualche dibattito,
> appelli. Ho collaborato con realtà della sinistra radicale in materia di
> diritti umani e sociali. Scrivo sul Manifesto e qualche volta su
> Liberazione . Sono un po' disimpegnato, forse. Ma dal mio punto di vista
> di cittadino qualunque, i due anni trascorsi sono stati peggio che
> depressivi. Non una delle ragioni per cui avevo votato nel 2006 ha
> trovato soddisfazione pratica nell'azione della sinistra radicale al
> governo. L'abolizione dei Cpt. Interventi reali contro il precariato. Il
> ritiro dall'Afghanistan. Pacs e Dico. La commissione di inchiesta su
> Genova. La laicità dello stato, e così via. So bene che i tre partiti
> della sinistra allora al governo ci hanno anche provato, ma non ci sono
> riusciti, per i motivi che sappiamo. Aggiungo che l'immissione
> dell'ex-sinistra Ds nell'arcobaleno non mi riempie di gioia. Scusate la
> franchezza, ma se Mussi si fosse occupato un po' di più, e con idee più
> chiare, del suo ministero, l'università, l'istituzione in cui opero, non
> sarebbe al collasso (perché di questo si tratta). Dubito fortemente che
> i docenti universitari di sinistra lo voteranno. Ma quello che ritengo
> veramente indigesto è il contrasto tra la realtà e la retorica. Il modo
> verticistico con cui le quattro formazioni si sono aggregate. Una
> composizione delle liste, che non rispecchia la società italiana, ma il
> modo in cui il ceto politico vede la società italiana. L'usura di leader
> che hanno frequentato troppo Porta a porta e Ballarò . L'ammiccamento
> spesso strumentale alle realtà di base o antagoniste. E smetto qui,
> anche se la mia lista è molto più lunga. Sì, se a rappresentare in
> parlamento un minimo di decenza resterà solo, per dire, una Bindi,
> sarebbe una tragedia storica. E per quello confermo che andrò a votare.
> E quindi sottoscrivo l'appello. Ma credo che in questo paese una
> sinistra debba ricominciare in luoghi ben diversi dal parlamento e dal
> governo.
>
>
> PER UNA NON-COLLABORAZIONE ATTIVA*
>
> Impalato e impotente di fronte all'ennesimo rito elettorale, un gioco
> sempre più truccato ed insensato a cui molti continuano ad aderire per
> motivi che comprendo ma non condivido, cerco di entrare in contatto con
> le emozioni, con quelle che per economia definisco 'mie', e con quelle
> degli altri che incontro...
> E sento, girando per l'Italia, che -per la prima volta- lo scontento e
> l'inquietudine sono tali che non basta più il richiamo alla paura di un
> ritorno del 'mostro' (o più semplicemente del 'nostro') a motivare le
> persone al voto. L'esperimento di Prodi l'hanno già fatto ed è colato a
> picco, già molto prima e al di là della sua caduta.
> Quindi non mi sento meno solo nell'invito ad astenersi e a farlo
> attivamente.
> Un atto di non collaborazione attiva, pubblico, politico, nonviolento.
>
> Un' ottima alternativa all'andare o non andare a votare, può essere
> quella di andare al seggio e rifiutare la scheda.
> Se votiamo scheda bianca o nulla favoriremo il partito con più voti:
> infatti anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di
> maggioranza.
>
> Se vogliamo rendere veramente nullo il vostro voto e compiere un azione
> diretta nonviolenta:
> 1) ANDIAMO A VOTARE E FACCIAMOCI VIDIMARE LA SCHEDA
> 2) ESERCITIAMO POI IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA dichiarando, ad
> esempio: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che ciò sia
> verbalizzato"
> 3) PRETENDIAMO CHE SIA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA.
> IL Testo Unico delle Legga Elettorale D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 -
> Art. 104 - Par. 5 recita:
> “Il segretario dell' Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel
> processo verbale o
> di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione
> da sei mesi a
> tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000”
> 4) ESERCITIAMO INFINE IL NOSTRO DIRITTO A METTERE A VERBALE UN COMMENTO
> CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio "Nessuno dei politici inseriti
> nelle liste mi
> rappresenta").
>
> Firenze, 26 Marzo Marco Sodi
> *Il testo cita parti intere della Lettera scritta da Euli, già inoltrata
> a Carta l'11 Marzo e finora non pubblicata.
>
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